Il livello di glucosio nel sangue è un parametro da tenere in attenta considerazione, poiché gli zuccheri in questo comparto corporeo costituiscono la fonte di energia più immediatamente spendibile per ogni necessità fisiologica. I livelli variano e sono minimi a digiuno, per salire in seguito al consumo di alimenti.

Ma sapevi che la stessa quantità di zuccheri diversi, assunti con gli alimenti, può provocare effetti diversi sul nostro organismo e sul nostro sangue in particolare?

Alimenti diversi, con la stessa quantità di carboidrati, non hanno lo stesso effetto sui livelli di zucchero nel sangue: per questo gli alimenti possono essere classificati in base al loro indice glicemico, ovvero la capacità che hanno di far salire i livelli di zuccheri nel sangue, in seguito al loro consumo. L’indice glicemico assegna un punteggio, da 0 a 100: cibi con indice glicemico più alto provocano ampie fluttuazioni dei livelli ematici di zuccheri e viceversa per i cibi a basso indice.

Ma come può esserci utile conoscere l’indice glicemico degli alimenti che consumiamo?

Può servirci a tenere sotto controllo l’innalzamento della glicemia, che, se troppo brusco, a sua volta può avere effetti negativi sulla salute, o può venirci in contro nel controllo del peso.

Nel primo caso, la conoscenza dell’indice glicemico di un alimento è particolarmente importante per le persone diabetiche, che hanno necessità di mantenere entro fluttuazioni minime i loro livelli di zucchero nel sangue; inoltre, scegliere cibi a basso indice glicemico può aiutare a migliorare i livelli di colesterolo nel sangue. Per quanto riguarda il controllo del peso, invece, l’indice glicemico può venire in aiuto alle persone obese che devono perdere grandi quantità di peso, ma anche a chiunque voglia mantenere o riacquistare il proprio peso forma: diete a basso indice glicemico, infatti, possono aiutare a perdere peso, creando una sensazione di sazietà. In ogni caso, un rapido rialzo della glicemia dopo un pasto ricco di alimenti ad alto indice glicemico è da evitare perche aumenta la secrezione di insulina, che favorisce l’accumulo di grasso corporeo, soprattutto nella zona addominale.

Per controllare l’escursione dei livelli glicemici è utile scegliere alimenti a basso indice glicemico: alcune indicazioni su come scegliere gli alimenti possono essere reperite, ad esempio, nel sito web dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (INRAN).

Inoltre, oltre a scegliere correttamente gli alimenti, alcuni accorgimenti, come il consumo di fibra alimentare idrosolubile, che rallenta l’assorbimento di nutrienti, glucosio compreso, o la distribuzione regolare dei pasti nella giornata, possono contribuire a limitare le fluttuazioni della glicemia.


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